Saturday, September 07, 2013

“Syria Day” Live Blog No. 13 (italiano)


 

Adesione al chiamato del Papa per fideli di tutto il mondo (da «Corriere della Sera»):
Ampia e senza confini l'adesione. Nel piccolo villaggio cristiano di Maaloula, a nord di Damasco, simbolo della cristianità in Siria e luogo di pellegrinaggio per fedeli cristiani e musulmani (scrive Radio Vaticana) si prega per la pace, mentre si è sotto la minaccia diretta di gruppi armati. Il Gran Muftì del Paese, Ahmad Badreddin Hassou, ha accolto l'appello del papa, così come Maria Saadeh, deputato al parlamento di Damasco e di fede greco-cattolica. Forti si levano voci anche altrove, nel mondo: in Indonesia, cattolici e musulmani pregheranno uniti, mentre a Hong Kong il cardinale John Tong esorta i fedeli alla preghiera. Molte le iniziative intraprese dalle Chiese dell'America Latina, mentre vicinanza e solidarietà è stata espressa anche dai Paesi geograficamente più vicini alla Siria: le comunità maronite libanesi, ad esempio, invitano tutto il popolo del Libano e pregare con il papa. Dall'Iraq, il Patriarca di Babilonia dei caldei, Louis Raphael Sako I, richiama tutta la Chiesa locale a condividere la Giornata di preghiera e digiuno, mentre in Egitto - altro Paese sconvolto dalle violenze - il portavoce dei vescovi cattolici, padre Rafic Greiche, testimonia l'ottima accoglienza che l'iniziativa ha trovato presso la popolazione. Dall'Italia e da Roma sono numerosissime le adesioni di politici, amministratori, gente del mondo dello spettacolo e dello sport. Non solo cattolici. Mentre dal mondo delle religioni, forte è l'adesione della comunità buddista italiana.

“Syria Day” Live Blog No. 12 (English)



The conflict in Syria has brought to the forefront the suffering of Christians in complex, explosive conflicts and, also, the reality of modern day Christian martyrs.  By any standard,” says John Allen Jr., “the scale of anti-Christian violence is stunningly vast. In fact, this may be one of the reasons it's difficult to raise an alarm: the numbers are so big it's hard to believe they're real.”  The Syrian conflict has also raised awareness of Christianity’s diversity in the region.  Fact: the persecution of Christian crosses denominational lines.  That is why, when Pope Francis met with Dr.Nikolaus Schneider, Präses (President) of the Evangelical Church (Lutheran) in Germany, the two spoke about “the ecumenism of the martyrs, to which the Pope gives particular weight, since the blood of the martyrs is something which profoundly unites the various Christian denominations in a common witness to Christ.”
The music in the CD “Martyrs’ Prayers” by The Project honors the “Ecumenism of the Martyrs,” and I highly recommend it.  On this Day of Fasting and Prayer for Peace in Syria, I wish to share with you, once again, The Project’s “Romero.”


“Syria Day” Live Blog No. 11 (español)

 

En su Audiencia General del 4 de septiembre, el Papa Francisco reiteró su llamado a la vigilia por la paz en Siria, el medio oriente y por todo el mundo agregando otro lugar: “También por la paz en nuestros corazones.  Porque la paz empieza en el corazón”.  Con este sentimiento, quisiera alargar mi deseo para la paz y la armonía adentro de la Iglesia.
En este sentido quisiera citar el ejemplo del quien pronto será Beato Mons. Álvaro del Portillo, el Prelado del Opus Dei que escribió una carta en apoyo a Mons. Romero.  En un momento en que algunos cuestionaban la autoridad y el mando de Mons. Romero, el P. del Portillo le aseguró la fidelidad de los sacerdotes del Opus Dei.  En la carta, el P. del Portillo prometió a Romero que sus curas vivirían el “espíritu de la Obra, que nos lleva a secundar las indicaciones del Revmo. Ordinario en todas las diócesis donde trabajamos, y a tirar del carro—como decía nuestro Fundador, de santa memoria—en la misma dirección que el Prelado diocesano”.  Según la biografía Álvaro del Portillo: un hombre fiel de Javier Medina Bayo, el P. del Portillo acostumbraba dar apoyo, consejo y todo tipo de ayuda a muchos obispos y sacerdotes que se la solicitaban.
En un blog reciente, Karee Santos nos reta:
Si eres un católico conservador, ¿que tan cómodo te sientes en un grupo de católicos liberales, progresistas? Si eres un católico liberal, ¿con qué frecuencia hablas con algún católico conservador? ¿Cuántas veces leemos los periódicos de cada otro o vemos programas de televisión del otro bando, si no es para criticar?
Con estos criterios en mente, yo quisiera reconocer—y agradecer—la amistad que han mostrado a este blog los católicos que siguen el espíritu acogedor del P. del Portillo y Mons. Romero, como lo son Eleuterio Fernández Guzmán de InfoCatolica.com y los hermanos de Acción Litúrgica.  ¡Que Dios los bendiga, y les conceda mucha fecundidad en su importante labor!

“Syria Day” Live Blog No. 10 (italiano)


 
All’indomani della spaccatura del G20 sull’intervento in Siria, con la posizione di Mosca che fornirà armi a Damasco in caso di attacco statunitense, Barack Obama si rivolge agli americani: “Noi siamo gli Stati Uniti e non possiamo chiudere gli occhi”.

 

“Syria Day” Live Blog No. 9 (English)


Source: Wikipedia.

Call it the Hope Index.  Actually, that turns the concept of the Bulletin of the Atomic Scientists on its head, because they call it the Doomsday Clock.  But, we Christians are a hopeful kind.  In the iconic, Cold War era metaphor, the closer the Doomsday Clock is to midnight, the closer the world is to global disaster.  In the chart above, the low points are doom and the high points are retreats from edge of doom.  Hence, our moniker for it: the Hope Index.  As you can see, Hope has taken a historic dive in the last few years, showing perhaps how justified Pope Francis is in asking us to fast and pray for world peace.

“Syria Day” Live Blog No. 8 (español)

Última noticia: Benedicto XVI se une a la jornada de oración y ayuno convocada por el Papa Francisco, ha reportado la agencia de noticias francesa I.MEDIA en un despacho:
El papa emérito Benedicto XVI se une a la invitación de ayuno y oración del papa Francisco”, indica I MEDIA, precisando que se lo ha indicado el Arzobispo Georg Gänswein, secretario del José Ratzinger y prefecto de la Casa Pontificia.

“Syria Day” Live Blog No. 7 (italiano)


 

In una lettera indirizzata a tutte le famiglie per la giornata di preghiera e di digiuno per la pace in Siria indetta da Papa Francesco, mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia (e anche il postulatore di la causa di beatificazione di Mons. Romero) ha scritto che i genitori dovrebbero  di spiegare il digiuno ai loro figli.  È significativo che i nonni, molti dei quali hanno visto la guerra, abbiano il tempo e la disponibilità dell'ascolto per raccontare gli orrori dei conflitti”, disse Paglia.
In un precedente post, ho scritto circa gli orrori della guerra civile in El Salvador (1980-1992).  Come il conflitto siriano, la guerra salvadoregna è stato aggravata quando le potenze straniere intervenute nel conflitto.  La guerra ha creato molta sofferenza per il popolo salvadoregno:
  • Ottantamila furono uccisi (può non sembrare molto, ma El Salvador è un paese piccolo). 
  • C'e stato una oppressione feroce, e persecuzione della Chiesa. La vittima più famosa di quella persecuzione era Oscar Romero, ma ci sono stati altri. 
  • Molti massacri, per i quali le vittime e le loro famiglie non hanno ricevuto giustizia, perché il governo era troppo debole o danneggiato per indagare.  
  • Ci sono state molte persone che "scomparsi" e la loro sorte è rimasta sconosciuta alle loro famiglie, provocando dolore e sofferenza. 
  • Molti orfani e bambini che sono stati sfollati dalle loro famiglie, adottati da stranieri, che solo recentemente sono stati scoprendo le loro radici e le loro famiglie originali. 
  • Molti veterani di guerra, per i quali il governo non ha ancora i soldi per pagare le loro pensioni.
  • La mancanza di speranza e di opportunità nel dopoguerra ha dato origine a bande violente che permeano la società, terrorizzando i cittadini.
[Per leggere più sulla realtà contemporanea di El Salvador, vedere “Tim's El Salvador Blog”.]
Insomma, come ha detto il Papa Pio II, “tutto è perduto con la Guerra”.

“Syria Day” Live Blog No. 6 (English)



Happening now (11:34 a.m. U.S. West Coast): Vatican City - Pope Francis has concluded his remarks at the vigil in St. Peters Square for peace in Syria and throughout the world.

 
 
 
Before a crowd in St. Peter’s Square estimated at 100,000 gathered to pray for peace in Syria, Pope Francis today forcefully declared that “violence and war are never the way to peace!
*     *     *
How many conflicts, how many wars have marked our history!” Francis said today.
Even today we continue this history of conflict between brothers, even today we raise our hands against our brother. Even today, we let ourselves be guided by idols, by selfishness, by our own interests, and this attitude persists.”
We have perfected our weapons, our conscience has fallen asleep, and we have sharpened our ideas to justify ourselves,” the pope said. “As if it were normal, we continue to sow destruction, pain, death! Violence and war lead only to death, they speak of death! Violence and war are the language of death!
The pope argued that the Cross of Christ is the ultimate refutation of violence as a solution to humanity’s problems.
How I wish that all men and women of good will would look to the Cross if only for a moment!” he said. “There, we can see God’s reply: violence is not answered with violence, death is not answered with the language of death.”
Francis argued that peace “is possible for everyone,” evoking applause from the crowd.
The only specific mention of Syria came at the end of Francis’ remarks.
Forgiveness, dialogue, reconciliation – these are the words of peace, in beloved Syria, in the Middle East, in all the world!” he said.

“Syria Day” Live Blog No. 5 (español)


 

El bloguero estadounidense Kevin M. Tierney explica el propósito espiritual del ayuno en el llamado del Papa Francisco. 
Este sábado el Papa Francisco llamó a un día de ayuno y oración por la paz, especialmente por la situación en rápida escala (o deterioro) en Siria. Ya que estos días son tan pocas veces proclamados, nos presenta una gran oportunidad para estudiar el ayuno en mayor detalle. En la época actual, en la que el ayuno y la penitencia son casi inexistentes (lo triste es que esto es especialmente el caso en la mayoría de los púlpitos de la Iglesia), tenemos la oportunidad de participar en una gran bendición.
Hoy en día, se tiende a tener una visión muy mecánica del ayuno. La ‘Persona X’ ayuna, y se le concede la ‘Intención Y’ de su respectiva Deidad. De hecho, así es como la prensa secular lo está pintando. Ellos reportan que los católicos ayunarán para lo que los Estados Unidos no invada a Siria. Verdaderamente deberíamos esperar que nuestro país no lo haga, sin importar nuestros puntos de vista sobre el conflicto actual, pero esa no es la razón desde un punto de vista bíblico, o de los textos de las declaraciones de Francisco.
En la Biblia, el punto del ayuno siempre es el estimularnos a la acción. Cuando Esdras proclama un ayuno, es para que podamos "pedir a Dios una manera correcta." (Esdras 8:21) En el Antiguo Testamento, las mujeres heroicas Judith (Judith Capítulo 8) y Esther (Esther 4:16) emprendieron acciones de la virtud heroica en nombre del pueblo de Dios después de que ayunos habían sido proclamados. El profeta Isaías ve a los ayunos extremos que los israelitas llevaron a cabo como perjudiciales para el alma, ya que las acciones que surgieron de los ayunos eran pecaminosas, y no motivados a realizar obras de misericordia. (Is 58:6) Cuando Nuestro Señor ayunó, era porque estaba a punto de iniciar su ministerio public.
¿Qué tiene que ver el ayuno con todo esto? Hay una dimensión natural y una sobrenatural de nuestras razones para el ayuno. En el lado natural, el ayuno es una gran manera de aumentar la disciplina. La construcción de una cultura de paz es un arduo trabajo. Si no puedes controlar tus emociones sobre una hamburguesa, no las vas a controlar cuando te insulta un idiota. La esperanza es que al dominar los apetitos sensuales, puedas tomar las más difíciles medidas necesarias para vivir el Evangelio. O, para parafrasear lo que Dios dice a Jeremías: "Si no tienes la disciplina para no comer una hamburguesa, ¿cómo podrás tener la disciplina para dedicar tu vida a la justicia que es intrínsecamente complejo y difícil?" (Jeremías 12:05)
Esa es la razón que conocemos la mayoría que estamos familiarizados con lo que se refiere al ayuno, pero no hay otra razón para el ayuno, que es igualmente importante. El argumento sobrenatural para el ayuno es en primer lugar un reconocimiento de que todas las cosas buenas vienen de Dios, incluyendo la intención por cual estamos ayunando. No podemos encontrar la fuerza necesaria para hacer las cosas a partir de los productos de la tierra, sino sólo de Dios "para quien fuimos creados, y a quien debemos de volver." (León XIII, Libertas.) El ayuno es nuestra manera de volver a Dios y dejar que Él nos muestre el camino hacia nuestros objetivos.
En la proclamación del Santo Padre de este ayuno, vemos muchos de estos argumentos. Comienza con una cita de la Pacem inTerris de Juan XXIII que resalta la importancia de que las personas construyan una cultura de paz. Aunque llama a los Estados a buscar la paz, dedica la mayor parte de su discurso apelando a las personas a construir las condiciones necesarias para la paz. Es una desconfianza clásica de las instituciones del hombre que deriva de su completa familiaridad con las Escrituras y la naturaleza humana. Para tener una verdadera paz duradera, debe haber una cultura de paz adoptada por las personas de todo el mundo.
Espero que todos los que lean esta columna participen en el ayuno. Incluso si estás a favor de la acción militar en Siria, no se puede ser tan duro de corazón que vas a creer que la guerra es una cosa buena, o que no debemos tomar el tiempo para fomentar la paz. Usa este sábado no para discutir posiciones políticas, sino para volver a dedicarte a la causa de la construcción de una auténtica cultura de paz, y ora para que los corazones heridos en Siria, o bien pueden ser consolados por la paz o convertidos a la misma.

“Syria Day” Live Blog No. 4 (italiano)


 

Papa Francesco ha convocato la  giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria—ma, che cosa è il digiuno?  Mons. Oscar Romero diceva, “La Chiesa ci invita a una moderna forma di penitenza, di digiuno e di preghiera—pratiche cristiane perenni, ma adattate alle circostanze di ciascun popolo”.  Per essempio, digiuno “non è la stessa cosa in quelle terre dove la gente mangia bene come è [il digiuno] tra i nostri popoli del terzo mondo, denutrite, e vivendo in una perpetua quaresima, sempre a digiuno”.  Parafrasando Paolo VI, Romero disse, “Per chi mangia bene”, il digiuno “è un invito all'austerità, una chiamata a dare, al fine di condividere con chi è nel bisogno. Ma in nostri paesi poveri, nelle case in cui c'è tanta fame, [il digiuno] deve essere osservato in modo da dare il senso della croce al sacrificio che è la vita di tutti i giorni”.
Cerchiamo di vivere questa giornata di digiuno e di preghiera con tutta l'intensità possibile secondo le nostre circostanze.

“Syria Day” Live Blog No. 3 (English)


 

The Church’s Day of Fasting and Prayer for Peace in Syria is underway.  Wishing God’s gift of peace to all who live in the region, we hold a special place in our hearts for Christians in the Middle East.  In recent times, they have become an endangered species in Jesus’ own land.  But how much do we really know about Christians in the Middle East?  The United States Conference of Catholic Bishops has put together a useful set of resources to allow us all to learn more about these brothers and sisters in the faith.

The complexity of the region is reflected in the multiplicity of Christian denominations in the Middle East.  Even those in communion with Rome (for all intents, “Catholics”) are not a single unitary block.  From the USCCB web site:
Seven Catholic Churches or "Rites," each bearing a great and ancient history with unique liturgical traditions and culture, comprise the universal Catholic Church in the Middle East.  Each of these Catholic Churches is in full communion with Rome, but six with an Eastern tradition are sui iuris, or self-governing and have their own Patriarchs. All these Churches are Arabic-speaking and immersed in Arabic culture.
The USCCB goes on to provide capsule summaries of the seven sister churches in communion with Rome.  They are:
  • the Maronite Catholic Church (3 million members centered in Lebanon);
  • the Roman Catholic Church (Latin Rite) (2.7 million members throughout Israel, the Arabian Peninsula and Kuwait);
  • the Melkite Greek Catholic Church (750,000 members mostly in Lebanon and Syria, but also Jordan, Israel, Egypt and the Sudan);
  • the Chaldean Catholic Church (almost 300,000 members in Iraq, and scattered throughout Syria, Lebanon and Jordan);
  • the Coptic Catholic Church (almost 164,000 members in Egypt);
  • the Syrian Catholic Church (140,000 members in Syria, Iraq, and Lebanon); and
  • the Armenian Catholic Church (over 50,000 members mostly in Lebanon and Syria, but also Iraq, Iran, Egypt, Turkey, and Israel).
As Archbishop Romero said, “There are many things that unite us,” as Christians.  For example, with the Eastern Churches—so many beautiful things. The first Councils that proclaimed and clarified the mysteries of the Trinity and the Incarnation of God-made-man were convoked in an atmosphere of unity with the Eastern Churches,” Romero pointed out, emphasizing that behind divisions with some of the Eastern Churches occasioned by man-made history there was the commonality of faith.  Thus, today the word ‘Christian’ refers to that call to become part of this great family of unity.” 


This occasion is an opportunity to learn more about our fellow Christians in the Middle East.

“Syria Day” Live Blog No. 2 (español)


 

El Día de Ayuno y Oración por la Paz en Siria llamado por el Papa Francisco ya está en curso y Súper Martirio se incorpora a esta actividad de la fe convocada por el Santo Padre dentro de su competencia de Pastor Universal de la Iglesia. 
Después de los ataques inhumanos del 11 de septiembre del 2001, el Beato Juan Pablo lanzó uno de sus llamados más contundentes, tratando de detener la guerra en Iraq.  El uso de la fuerza representa el último recurso, después de haber agotado todas las demás soluciones pacíficas, según los bien conocidos principios de la misma Carta de la ONU”, dijo el pontífice.  Después agregó unas palabras improvisadas, hablando en primera persona, como un testigo del dramático siglo XX, insistiendo ardientemente sobre la paz, en palabras que se pueden calificar como su exhortación final (ya estaba visiblemente deteriorado en su salud):
Yo pertenezco a la generación que vivió la segunda guerra mundial y sobrevivió. Siento el deber de decir a todos los jóvenes, a los más jóvenes que yo, que no tienen esa experiencia: “¡Nunca más la guerra!”, como dijo PabloVI en su primera visita a las Naciones Unidas. Debemos hacer todo lo posible. Sabemos muy bien que no es posible la paz a toda costa. Pero todos sabemos cuán grande es esta responsabilidad. Por tanto, ¡oración y penitencia!
Con esta perspectiva, Juan Pablo también nos pinta el trasfondo al llamado actual del Papa Francisco. Como escribe Andrea Tornielli, “Con su llamado grave y fuerte, Papa Francisco se incluye en la tradición de los Pontífices que han alzado la voz durante el último siglo, casi siempre sin ser escuchados, para detener las guerras”.  De hecho, esta línea se puede trazar desde Benedicto XV entrometiendo en contra de la Primera Guerra Mundial; a Pio XI y Pio XII en la Segunda; Juan XXIII y Pablo VI en contra de la Guerra Fría y sus conflictos derivados; y Juan Pablo II y Benedicto XVI.
Así es que, por radical y revolucionario que parezca el actuar del papa—y lo es, en el sentido mejor del caso—es también una reacción que obedece muy lealmente a la tradición profética de la Iglesia.

“Syria Day” Live Blog No. 1 (italiano)


Mons. Romero con la Vergine, agosto 1967.
 
Quando Papa Francesco ha convocato questa  giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, il pontefice ha concluso dicendo: “Maria, Regina della Pace, prega per noi! Maria, Regina della Pace, prega per noi!  Quindi il primo contributo fra questo blog dedicato a Mons. Romero, questa giornata, è un post sulla devozione che Oscar Romero ha avuto per Maria, Regina della Pace.

Nostra Signora Regina della Pace è la patrona di El Salvador, e la sua immagine è conservata in San Miguel, dove Romero ha iniziato il suo sacerdozio.  Quando Romero ha stato un giovane prete, era incaricato di mantenere l'icona, e quindi rimase devoto per tutta la sua vita.  La storia della reliquia salvadoregna è molto simile a Nostra Signora di Aparecida in Brasile, al quale Papa Francesco è devoto.  Entrambe le icone si dice che sono stati trovati dai pescatori, ma l'immagine di Aparecida è stato scoperta nel 1717, mentre quella di El Salvador risale al 1682.  Papa Benedetto XV promosso una iniziativa di pace come risposta alla prima guerra mondiale e ha spinto ad aggiungere questo titolo di Maria (Regina della Pace) alle Litanie di Loreto.  Lo stesso pontefice ha chiesto di essere incoronata co-patrona di El Salvador, Maria Regina della Pace, insieme con il Divin Salvatore del Mondo.  (El Salvador significa “Il Salvatore”.) 
Come tale, Mons. Romero, estrae elementi del suo ministero profetico della spiritualità mariana, via il magistero papale.

“Syria Day” Live Blog


 Announcement (English) | Anuncio (español) | Annuncio (italiano)
“SYRIA DAY” @ Super Martyrio

1.            Regina della Pace (italiano)
2.            Recordando a Juan Pablo II (español)

3.            Christians in the Middle East (English)

4.            Che cosa è il digiuno? (italiano)

5.            El propósito del ayuno (español)

6.            11:30 A.M. U.S. West Coast Update (English)

7.            Gli orrori della guerra (italiano)

8.            Benedicto ora y ayuna también (español)

9.            “The Hope Index” (English)

10.            “Noi siamo gli Stati Uniti” (italiano)

11.            La paz empieza en el corazón (español)

12.            The Project - “Martyrs’ Prayers (English)

13.            Adesione di tutto il mondo (italiano)

14.            El grito de la paz (español)

15.            A generous response (English)

Tuesday, September 03, 2013

Announcement



Super Martyrio will live blog for Pope Francis’ Day of Prayer and Fasting for Peace in Syria this Saturday, September 7, 2013.  This online opportunity will coincide in time with the prayer service to be held at the Vatican, according to the Pope’s remarks during his «Angelus» this past Sunday, in which he called for prayer, “in the spirit of penance, invoking God’s great gift of peace upon the beloved nation of Syria and upon each situation of conflict and violence around the world.”  The Vatican prayer service will be held from 19:00 until 24:00 (7 p.m. to midnight) in Rome and Central Europe (10 a.m.-3 p.m. on the U.S. West Coast; 11 a.m.-4 p.m. in El Salvador and some places in Latin America; and 1 p.m. to 6 p.m. on the U.S. East Coast).
Pope Francis’ initiative recalls the type of Church action favored by Archbishop Óscar Romero, whose canonization cause this blog tracks.  As we reflected on the blog in a recent post, “Romero never organized a protest march, never participated in a strike, never shouted political slogans, or waved political banners. His voice was a church voice.”  Rather than political activism, Romero resorted to ecclesial action to foster social consciousness.  He would schedule—or cancel—Masses, preach, hold rites of expiation, and hold Eucharistic Adoration that tied-in visiting the sick.  Church actions.  Similarly, Pope Francis’ actions, such as celebrating Chrism Mass in a juvenile detention center, his visit to Lampedusa, and now this call to prayer for peace, seem to strike a reverent balance between having a prophetic ministry and lending a voice that is credible from the particular competence of the Gospel.
This web event will feature commentary on the subject of peace and justice, as well as periodic updates on the activities related to the Pope’s convocation.  See you online on Saturday!

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Súper Martyrio hará blog en vivo para el Día de oración y ayuno por la paz en Siria convocado por el Papa Francisco para este Sábado, 7 de septiembre del 2013. Esta oportunidad en línea coincidirá con el servicio de oración que tendrá lugar en el Vaticano, de acuerdo con lo dicho por el Papa durante su «Angelus» del pasado domingo, en el que instó a la oración, “en espíritu de penitencia para implorar de Dios este gran don para la amada nación siria y para todas las situaciones de conflicto y de violencia en el mundo”.  El servicio de oración del Vaticano se llevará a cabo desde las 19:00 a las 24:00 (7 p.m. a la medianoche) en Roma y en Europa central (10 a.m. -3 pm, en la costa oeste de EE.UU.; 11 a.m.-4 p.m. en El Salvador y algunos lugares de América Latina; y de 1 pm a 6 pm de la costa este de los EE.UU.).
La iniciativa del Papa Francisco recuerda el tipo de acción eclesial favorecida por Mons. Óscar Romero, cuya causa de canonización este blog monitorea. Como reflexionábamos en el blog en un post reciente, “Romero nunca organizó una marcha de protesta, nunca participó en una huelga, nunca gritó consignas políticas, nunca agitó banderas políticas. Su voz era voz de iglesia”.  En lugar de hacer activismo político, Romero recurrió a la acción eclesial para fomentar la conciencia social. Él programar—o cancelar—misas, predicar, celebrar ritos de expiación, y hacer la Adoración eucarística, en conjunto con visitas a los enfermos. Acciones de Iglesia. Del mismo modo, las acciones del Papa Francisco, como la celebración de la Misa Crismal en un centro de detención juvenil, su visita a Lampedusa, y ahora esta llamada a la oración por la paz, parecen buscar un equilibrio respetuoso entre el hacer un ministerio profético y tener una voz creíble desde la competencia específica del Evangelio.
Este evento web incluirá comentarios sobre el tema de la justicia y la paz, así como actualizaciones ocasionales sobre las actividades relacionadas con la convocatoria del Papa. ¡Nos vemos en línea el sábado!

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Super Martirio farà blog in diretta per la giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria chiamato da Papa Francesco per questo Sabato, 7 settembre 2013 . Questa opportunità in linea coincide con il momento di preghiera che si terrà in Vaticano, secondo quanto detto dal Papa durante il suo «Angelus» di Domenica, in cui ha chiesto la preghiera, “in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo”. Il servizio di preghiera Vaticano si terrà dalle 19:00 alle 24:00 ora di Roma e l’Europa centrale (10:00 am -3 pm , sulla costa occidentale degli Stati Uniti; 11 a.m.-4 p.m. in El Salvador e in alcune parti dell’America Latina, e 1 p.m. to 6 p.m. sulla costa orientale degli Stati Uniti).
L’iniziativa del Papa Francesco ricorda il tipo di azione ecclesiale favorito da Mons. Oscar Romero, la cui causa di canonizzazione segue questo blog. Come abbiamo riflettuto sul blog in un recente post, “Romero mai organizzato una marcia di protesta, mai partecipato ad uno sciopero, mai gridato slogan politici, mai ha sventolato bandiere politiche.  La sua voce era una voce di chiesa”. Invece di attivismo politico, Romero ricorse all’azione ecclesiale per promuovere la coscienza sociale. Avrebbe programmare—o annullare—messe, predicare, celebrare riti di espiazione, e di adorazione eucaristica con visite agli ammalati. Azioni di Chiesa. Allo stesso modo, le azioni di Papa Francesco, come la celebrazione della Messa Crismale in un centro di detenzione minorile, la sua visita a Lampedusa, e ora questo invito alla preghiera per la pace, sembrano trovare un equilibrio riverente tra l’avere un ministero profetico e di dare una voce che è credibile dalla particolare competenza del Vangelo.
Questo evento web includerà commenti sulla questione di giustizia e di pace, così come gli aggiornamenti occasionali sul’attività relative alla chiamata del papa. Ci vediamo online questo Sabato!

Thursday, August 29, 2013

Notas para la lectura de Siria


El padre Romero (izq.) durante una visita en Tierra Santa.
 
De cara a una intervención militar posiblemente a punto de llegar, por el presunto ataque de armas químicas contra la población siria, los cristianos sirios nos están enviando un mensaje muy claro. En caso de que no lo haya escuchado, este titular de «La Stampa» lo resume muy bien: “Todos los cristianos del Medio Oriente: No a la intervención en Siria”. Ya que este mensaje proviene desde los más altos rangos de la jerarquía de la iglesia local, haríamos bien en escuchar. Esta nota no quiere tomar una posición sobre lo que debería ser la respuesta del Occidente, sino proponer un instrumento para poder leer los mensajes de advertencia de los clérigos cristianos en la región.
Recientemente, he quedado impresionado por las similitudes entre las declaraciones de estos clérigos cristianos y las palabras de Monseñor Óscar A. Romero de El Salvador poco antes de ser martirizado en 1980. Ambos están reaccionando ante la perspectiva de una intervención de EE.UU. en su país, pidiendo a los EE.UU. no interferir. Cuando se plantean tales objeciones, ¿debemos escuchar? Mi primer instinto es decir: por supuesto que debemos escuchar, se trata de pastores cristianos y, a menudo, de hermanos católicos. Pienso en Mons. Romero, reclamando para la Iglesia la autoridad que Dios Padre le confiere a Jesús para recordarnos de nuestra obligación moral de escuchar (ver, Mateo 17,05—”Éste es mi Hijo amado, en quien tengo complacencia; ¡escuchadle!”). Pienso en el Papa Pablo VI, quien le dijo a la Asamblea General de la ONU en octubre de 1965 que la Iglesia es “experta en humanidad”. Por supuesto, la Iglesia también tiene experiencia en la moralidad del uso de la fuerza, con su teoría de la “guerra justa” que sigue prevaleciendo en el discurso dentro del derecho internacional sobre la materia. Pero, en lugar de discutir esto en el plano filosófico, teórico o teológico, analicemos algunos puntos concretos.
Suena a política. En primer lugar, me llamó la atención el tono discordante de algunos de los discursos de los líderes cristianos en la región. El Patriarca Melquita católico Gregorio III Laham ha dicho que, El ataque planeado por los Estados Unidos es un acto criminal. Eso puede ser calificado de estridente, ya que todavía no se había producido tal ataque cuando hizo la declaración. El Patriarca caldeo Louis Sako Raphael en Bagdad comparó la posible intervención en Siria a la acción en Irak, la cual criticó: “Después de diez años de la intervención de la llamada ‘coalición de voluntarios’ que derrocó a Saddam, nuestro país sigue siendo golpeado por las bombas, los problemas de seguridad, la inestabilidad de la crisis económica”. Cuando Mons. Romero utilizó un lenguaje igualmente fuerte, el Departamento de Estado de EE.UU. redactó una carta al Papa criticando la supuesta parcialidad del arzobispo.
No es política. Por supuesto, sería ser simplista descartar las opiniones de religiosos que plantean objeciones a la intervención militar diciendo que son partidarios. Además, si analizamos los alineamientos políticos, tal crítica no tiene mucho sentido. Cuando Romero escribió una carta al presidente de EE.UU. advirtiendo en contra de la participación militar en El Salvador, el destinatario de esa carta era Jimmy Carter, un demócrata liberal con declarada afinidad por los derechos humanos. Y, por supuesto, cuando los cristianos sirios hablan en contra de la intervención de EE.UU. hoy en día, dirigen sus quejas a Barack Obama, otro hombre de izquierda, que hizo campaña para la presidencia criticando proyectos intervencionistas de su predecesor y que visitó la región prometiendo una nueva era de cooperación con el mundo musulmán. (En otras palabras, no se trata de un grupo de clérigos extranjeros izquierdistas contra un político conservador EE.UU.).
Cada situación es diferente. Una vez más, para que nadie confunda esta reflexión por activismo político, tengamos claro que el tema de esta nota no es, ‘Romero estaba en lo cierto, por lo tanto, los cristianos sirios están en lo cierto’. Normalmente soy el primero en protestar intentos de extraer a Mons. Romero de su momento histórico y usarlo como un estandarte a todo propósito, aplicable a situaciones que pueden ser radicalmente diferente del momento histórico que le tocó vivir. El mismo Romero nos da la advertencia, contra-intuitiva, que: “La historia no se repite aunque el dicho dice: ‘la historia se repite’.” Ciertos patrones y arquetipos pueden reaparecer, pero la historia es “variada”, insistió Romero. El único constante es Dios que “tiene como la complacencia de cambiar la historia, jugar con la historia; ‘hago nuevas las cosas’.” ( Cf. Isaías 43:19 , Apocalipsis 21:05 . ) Favoreciendo la intervención en Siria, lo más grande que me pesa en la mente, y debe pesar en los que tienen el poder para actuar, es la idea de que, durante la Segunda Guerra Mundial, se dice que los Aliados tenían algún conocimiento sobre las posibles ubicaciones de los campos de exterminio, pero no optaron por no hacer bombardeo. Sin duda, se llega el momento en que las violaciones de los derechos humanos surgen al nivel que el actuar, aún sin autorización, es una obligación cristiana. Cuando el pastor Bonhoeffer participó en el complot para asesinar a Hitler, su acción estaba moralmente empapada de esa obligación. Pero, afortunadamente, esto no es un artículo sobre cómo hacer frente a una crisis humanitaria, sino simplemente algunas indicaciones sobre cómo escuchar las voces cristianas involucradas en ella.
Hay ciertas similitudes innegables en la comparación Salvador - Siria. Vamos a echar un vistazo a cinco de ellas.
1. Muerte de los cristianos. Algo que los líderes cristianos nos están diciendo es que nuestra participación podría tener consecuencias trágicas para los religiosos cristianos. Como fue el caso de El Salvador , donde seis de los sacerdotes de Mons. Romero habían sido asesinados y veinte más (incluyendo a Romero) serían asesinados al fin de cuentas, en Siria, en particular, el clero cristiano está en el blanco. El obispo siriaco ortodoxo de Aleppo, Youhanna Ibrahim , y el metropolitano ortodoxo griego de Alepo y Iskenderun, Boulos al- Yaziji , fueron secuestrados y permanecen desaparecidos. Un padre jesuita italiano, Paolo Dall’Oglio, también fue secuestrado y se da por muerto. El p. François Murad fue asesinado en junio. “Todos deberían saber”, dijo el padre Halim Noujaim, ministro regional de los franciscanos para Siria y el Líbano “que el Occidente, en su apoyo a los revolucionarios, está apoyando a extremistas religiosos y está ayudando a matar a los cristianos”.
2. Enfrentamiento geopolítico. Como fue el caso con la crisis salvadoreña, el conflicto regional en Siria es una expresión de una confrontación global más amplia.  El Salvador fue un flash en el enfrentamiento de la Guerra Fría entre los EE.UU. y la Unión Soviética, que financiaban a los combatientes. “Todo lo que está sucediendo en Medio Oriente (tanto en Egipto como en Siria o en Irak) es una guerra que tiene dos dimensiones”, dice el patriarca maronita Bechara Rai, guerras en que se enfrentan moderados contra fundamentalistas y, en un sentido más amplio, se dan en el contexto de la Guerra contra el Terror liderada por Estados Unidos. “Siento deber decirlo, hay países, sobre todo occidentales”, dice el patriarca, “que están fomentando todos estos conflictos”. Conflictos geopolíticos son, por definición, mundanos, y la perspectiva eterna, trascendente de la Iglesia puede ayudarnos a tomar una visión a largo plazo sobre ellos.
3. Derecho a estar libre de intervenciones. El patriarca Copto católico Ibrahim Isaac Sedrak expresó claramente este principio al declarar que: “Somos egipcios, una parte integral del pueblo egipcio”, y que “la intervención extranjera en los asuntos internos de Egipto o de su soberanía, por cualquier pretexto—por ejemplo, bajo el pretexto de proteger cristianos—queda rechazada”.  Como lo dijo Mons. Romero, “la historia de la salvación la va haciendo Dios en la historia de cada pueblo y, por eso, un pueblo no se puede comparar con otro pueblo y ningún imperio tiene que venir a influir en el modo de ser de nuestro pueblo”.

4. Acción militar que carezca de la credibilidad moral no tendrá éxito. El Patriarca Melquita católico Gregorio III Laham, ha advertido que la intervención militar carecería de credibilidad en la región, porque nadie va a creer que los EE.UU. y la UE usarían la fuerza militar para defender a los débiles: “Nadie cree eso”.  A pesar de pueda hacer arder los oídos occidentales oír esa condena, es una evaluación contundente de cómo se nos percibe en ciertas partes del mundo. La Iglesia no está tratando de entrometerse en un debate para convertirse en una voz más de la discordia, dijo Mons. Romero. “La misión de la Iglesia, no es entrar en competencias proponiendo un proyecto más; sino, con la autonomía y la libertad de los hijos de Dios y del Evangelio, señalar lo bueno que puede haber en cada proyecto para animarlo y denunciar lo malo que pueda haber en cualquier proyecto para acabar con él”.
5. La falla de la inteligencia. El Patriarca Sako advirtió que la intervención militar liderada por Estados Unidos en Siria sería una “catástrofe”: “sería como provocar la erupción de un volcán con una explosión para arrasar Irak, el Líbano, [y] Palestina”. Como se señaló anteriormente, Sako se refirió a las dificultades en que sigue su país (Irak) y el Patriarca Laham se refirió a la inteligencia defectuosa que precipitó la invasión original, sobre la supuesta posesión de armas de destrucción masiva por parte del régimen iraquí (que nunca pudo ser confirmado). Tales advertencias desde el campo pueden ser útiles cuando las fuentes son fiables. En su carta a Jimmy Carter argumentando en contra de la intervención militar de EE.UU. en El Salvador, Mons. Romero advirtió contra los planes enviar asesores militares estadounidenses a entrenar a tres batallones salvadoreños. Esos batallones serían posteriormente desmantelados a causa de sus notorias violaciones de los derechos humanos, incluyendo su responsabilidad por la peor masacre de civiles en el continente americano.
 
Hay una gran de agitación en torno a este tema. Peor aún, hay mucha indiferencia. Tal vez con estos criterios, podemos escuchar lo que nuestros hermanos cristianos nos dicen y darles justa audiencia.