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Monday, December 03, 2018

Compendio di Canonizzazione


Super Martyrio è lieto di presentare i testi della documentazione e discorsi ufficiali relativi alla Canonizzazione 14 ottobre 2018 di San Oscar Arnulfo Romero.  [Testi della Beatificazione.]
·         Formula di Canonizzazione (14 ottobre 2018)

·         Estratti dell’Omelia della Canonizzazione di Papa Francesco (14 ottobre 2018)

·         Discorso del Papa ai pellegrini salvadoregni (15 ottobre 2018)

·         Discorso dell’Arcivescovo di San Salvador durante l’udienza speciale con il Santo Padre (15 ottobre 2018)

·         Estratti del Discorso di Papa Francesco a una delegazione del Pontificio Collegio Pio Latino (15 novembre 2018)

·         Omelia di Don Jose María Tojeira, SJ presso la Cattedrale di San Salvador alla vigilia della Canonizzazione (13 ottobre 2018)

·         Omelia dell’Arcivescovo di San Salvador in Ringraziamento per la Canonizzazione (28 ottobre 2018)

·         Biografia di San Oscar Arnulfo Romero (14 ottobre 2018)

LETTERE PASTORALI:


DOCUMENTI ECUMENICI:
Saranno aggiunti testi o traduzioni supplementari che sono stati completati. Si prega di utilizzare liberamente e condividere generosamente. L’attribuzione della fonte è molto apprezzata.

Formula di Canonizzazione


FORMULA DI CANONIZZAZIONE


[ EN  - ES  - LA ]

Ad onore della Santissima Trinità,
per l’esaltazione della fede cattolica
e l’incremento della vita Cristiana,
con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo,
dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra,
dopo aver lungamente riflettuto,
invocato più volte l’aiuto divino
e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato,
dichiariamo e definiamo Santi i Beati

Paolo VI,
Oscar Arnulfo Romero Galdámez,
Francesco Spinelli,
Vincenzo Romano,
Maria Caterina Kasper,
Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù March Mesa
e Nunzio Sulprizio

e li iscriviamo nell’Albo dei Santi
stabilendo che in tutta la Chiesa
essi siano devotamente onorati tra i Santi.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.


Omelia Canonizzazione


FRAMMENTI DELLA OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
CANONIZZAZIONE DEI BEATI:
PAOLO VI, OSCAR ROMERO
E CINQUE ALTRI
Domenica, 14 ottobre 2018
Piazza San Pietro



[ EN  - ES  - PT ]


Gesù è radicale. Egli dà tutto e chiede tutto: dà un amore totale e chiede un cuore indiviso. Anche oggi si dà a noi come Pane vivo; possiamo dargli in cambio le briciole? A Lui, fattosi nostro servo fino ad andare in croce per noi, non possiamo rispondere solo con l’osservanza di qualche precetto. A Lui, che ci offre la vita eterna, non possiamo dare qualche ritaglio di tempo. Gesù non si accontenta di una “percentuale di amore”: non possiamo amarlo al venti, al cinquanta o al sessanta per cento. O tutto o niente ...

Il santo Papa Paolo VI scrisse: «È nel cuore delle loro angosce che i nostri contemporanei hanno bisogno di conoscere la gioia, di sentire il suo canto» (Esort. ap. Gaudete in Domino, I). Gesù oggi ci invita a ritornare alle sorgenti della gioia, che sono l’incontro con Lui, la scelta coraggiosa di rischiare per seguirlo, il gusto di lasciare qualcosa per abbracciare la sua via. I santi hanno percorso questo cammino.

L’ha fatto Paolo VI, sull’esempio dell’Apostolo del quale assunse il nome. Come lui ha speso la vita per il Vangelo di Cristo, valicando nuovi confini e facendosi suo testimone nell’annuncio e nel dialogo, profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri ...

È bello che insieme a lui e agli altri santi e sante odierni ci sia Mons. Romero, che ha lasciato le sicurezze del mondo, persino la propria incolumità, per dare la vita secondo il Vangelo, vicino ai poveri e alla sua gente, col cuore calamitato da Gesù e dai Fratelli.

Papa Francesco Ai Pellegrini


DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PELLEGRINI DA EL SALVADOR
Lunedì, 15 ottobre 2018
Aula Paolo VI



[ EN  - ES  - PT ]


Cari fratelli e sorelle,

Buongiorno e grazie per essere qui. La canonizzazione di Monsignor Óscar Romero, un pastore insigne del continente americano, mi permette di avere un incontro con tutti voi, che siete venuti a Roma per venerarlo e, al tempo stesso, per manifestare la vostra adesione e vicinanza al Successore di Pietro. Grazie.

Saluto in primo luogo i miei fratelli nell’Episcopato, i vescovi di El Salvador, venuti a Roma accompagnati dai loro sacerdoti e dai loro fedeli, e da tante suore, no? San Óscar Romero ha saputo incarnare con perfezione l’immagine del buon Pastore che dà la vita per le sue pecore. Perciò, e ora molto di più dopo la sua canonizzazione, potete trovare in lui un «esempio e uno stimolo» nel ministero che vi è stato affidato. Esempio di predilezione per i più bisognosi della misericordia di Dio. Stimolo per testimoniare l’amore di Cristo e la sollecitudine per la Chiesa, sapendo coordinare l’azione di ognuno dei suoi membri e collaborando con le altre Chiese particolari con affetto collegiale. Che il santo Vescovo Romero vi aiuti a essere per tutti segni di quella unità nella pluralità che caratterizza il santo Popolo fedele di Dio.

Saluto anche con speciale affetto i numerosi sacerdoti, religiosi e religiose qui presenti e quelli rimasti in Patria. Voi, che vi sentite chiamati a vivere un impegno cristiano ispirato allo stile del nuovo santo, mostratevi degni dei suoi insegnamenti, essendo anzitutto «servitori del popolo sacerdotale», nella vocazione a cui Gesù, unico ed eterno sacerdote, vi ha chiamati. San Óscar Romero vedeva il sacerdote posto in mezzo a due grandi abissi: quello della misericordia infinita di Dio e quello della miseria infinita degli uomini (cfr. Omelia durante l’ordinazione sacerdotale, 10 dicembre 1977). Cari fratelli, lavorate senza sosta per incanalare questo anelito infinito di Dio di perdonare gli uomini che si pentono della loro miseria, e per aprire il cuore dei vostri fratelli alla tenerezza dell’amore di Dio, anche attraverso la denuncia profetica dei mali del mondo.

Desidero porgere un cordiale saluto anche ai numerosi pellegrini venuti a Roma per partecipare a questa canonizzazione, e anche ai membri della comunità salvadoregna di Roma. Il messaggio di san Óscar Romero è rivolto a tutti, senza eccezioni, grandi e piccoli, a tutti. Mi ha colpito l’ingresso di una nonna di novant’anni che gridava e applaudiva come se ne avesse quindici. La forza della fede è la forza del Popolo di Dio. Lui, Óscar Romero, ripeteva con forza che ogni cattolico deve essere un martire, perché martire vuol dire testimone, ossia testimone del messaggio di Dio agli uomini (cfr. Omelia nella I Domenica di Avvento, 27 novembre 1977). Dio vuole rendersi presente nella nostra vita e ci chiama ad annunciare il suo messaggio di libertà a tutta l’umanità. Solo in Lui possiamo essere liberi: liberi dal peccato, dal male, liberi dall’odio nei nostri cuori — lui è stato vittima dell’odio —, totalmente liberi per amare e accogliere il Signore e i fratelli. Una vera libertà già sulla terra, che passa per la preoccupazione per l’uomo concreto al fine di risvegliare in ogni cuore la speranza della salvezza. 

Sappiamo bene che ciò non è facile, e per questo abbiamo bisogno del sostegno della preghiera. Abbiamo bisogno di essere uniti a Dio e in comunione con la Chiesa. San Óscar ci dice che senza Dio, e senza il ministero della Chiesa, ciò non è possibile. In un’occasione si è riferito alla confermazione come al «sacramento di martiri» (Omelia, 5 dicembre 1977). Di fatto senza «questa forza dello Spirito Santo, che i primi cristiani ricevettero dai loro vescovi, dal Papa..., non avrebbero sopportato la prova della persecuzione; non sarebbero morti per Cristo» (Ibidem). 

Portiamo nella nostra preghiera queste parole profetiche, chiedendo a Dio la sua forza nella lotta quotidiana affinché, se necessario, «siamo disposti anche a dare la nostra vita per Cristo» (Ibidem). 

Da qui invio anche il mio saluto a tutto il Popolo santo di Dio che peregrina a El Salvador e oggi vibra per la gioia di vedere uno dei suoi figli elevato agli onori degli altari. La sua gente ha una fede viva che esprime in diverse forme di religiosità popolare e che plasma la sua vita sociale e familiare: la fede del Santo Popolo fedele di Dio. A voi, sacerdoti e vescovi, chiedo: «prendetevi cura del Santo Popolo fedele di Dio, non lo scandalizzate, prendetevene cura». E non sono mancate le difficoltà, il flagello della divisione, il flagello della guerra; la violenza si è sentita con forza nella sua storia recente, ma questo popolo resiste e va avanti. Non sono pochi i salvadoregni che hanno dovuto abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro migliore. Il ricordo di san Óscar Romero è un’opportunità eccezionale per lanciare un messaggio di pace e di riconciliazione a tutti i popoli dell’America Latina. Il popolo voleva bene a Monsignor Romero, il Popolo di Dio gli voleva bene. E sapete perché? Perché il Popolo di Dio sa fiutare bene dove c’è santità. E qui tra voi, dovrei ringraziare tanta gente, tutto il popolo che lo ha accompagnato, che lo ha seguito, che gli è stato accanto. Ma, come faccio a ringraziare tutti? Perciò ho scelto una persona, una persona che gli è stata molto vicina, lo ha accompagnato e lo ha seguito; una persona molto umile del popolo: Angelita Morales. In lei vedo la rappresentazione del Popolo di Dio. Chiederei ad Angelita se può venire qui [applausi e canti mentre la signora Morales si avvicina].

Insieme alla gioia di tutti voi, chiedo a Maria, Regina della Pace, di prendersi cura con tenerezza di tutti gli abitanti di El Salvador e a nostro Signore di benedire la sua gente con la carezza della sua misericordia... E, per favore... — avete pagato un biglietto per entrare qui, o no? [Rispondono: “no!”] —. Bene, ora dovete pagare, e il prezzo è che preghiate per me. Preghiamo la Vergine prima di ricevere la benedizione. Ave Maria... San Óscar Romero [R: Prega per noi], e vi benedica Dio Onnipotente...

Papa Franceso al Pio Latino


FRAMMENTI DEL DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
ALLA COMUNITÀ DEL PONTIFICIO COLLEGIO PIO LATINO AMERICANO
Giovedì, 15 novembre 2018
Sala Clementina



[ EN  - ES  - PT ]


Sono lieto di potervi incontrare e di unirmi all’azione di grazie per i 160 anni di vita del Pontificio Collegio Pio Latinoamericano ...

Tra i fenomeni che attualmente colpiscono con forza il continente ci sono la frammentazione culturale, la polarizzazione del tessuto sociale e la perdita di radici. Ciò si acuisce quando si fomentano discorsi che dividono e diffondono vari tipi di scontri e odi verso quanti “non sono dei nostri”, persino importando modelli culturali che poco o nulla hanno a che vedere con la nostra storia ed identità e che, lungi dal meticciarsi in nuove sintesi come in passato, finiscono con lo sradicare le nostre culture dalle loro tradizioni più ricche e autoctone. Nuove generazioni sradicate e frammentate! La Chiesa non è estranea alla situazione ed è esposta a questa tentazione; sottoposta allo stesso clima, corre il rischio di smarrirsi, rimanendo prigioniera di questa o quella polarizzazione o sradicata, se si dimentica della sua vocazione a essere terra d’incontro [1]. Anche nella Chiesa si subisce l’invasione delle colonizzazioni ideologiche.

Il nostro continente è riuscito a plasmare nella sua tradizione e nella sua memoria una realtà: l’amore per Cristo e di Cristo si può manifestare solo nella passione per la vita e per il destino dei nostri popoli e nella particolare solidarietà con i più poveri, sofferenti e bisognosi ...

Affascinati da Gesù e membri del suo Corpo, dobbiamo inserirci a fondo nella società, condividere la vita di tutti, ascoltare le loro preoccupazioni… rallegrarci con coloro che sono nella gioia, piangere con quanti piangono e offrire ogni eucaristia per tutti quei volti che ci sono stati affidati (cfr. Esortazione apostolica Evangelii gaudium, nn. 269-270). 

Trovo perciò provvidenziale poter unire questo anniversario alla canonizzazione di sant’Óscar Romero, ex allievo del vostro istituto e segno vivo della fecondità e della santità della Chiesa Latinoamericana. Un uomo radicato nella Parola di Dio e nel cuore del suo popolo. Questa realtà ci permette di entrare in contatto con quella lunga catena di testimoni nella quale siamo invitati a radicarci e a ispirarci ogni giorno, specialmente in questo tempo in cui siete “fuori casa”. Non abbiate paura della santità, non abbiate paura di consumare la vita per la vostra gente.



 [1] Cfr. sant’Óscar Romero, IV Carta Pastoral – Misión de la Iglesia en medio de la crisis del País, 6 agosto 1979, n. 23



Biografia


BIOGRAFIA DI OSCAR ROMERO
LETTA DAL CARDINALE ANGELO BECCIU
Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi
DURANTE LA CERIMONIA DI CANONIZZAZIONE
14 ottobre 2018
Piazza San Pietro




[ EN - ES ]


Il Beato OSCAR ARNULFO ROMERO GALDAMEZ naque il 15 agosto 1917 a Ciudad Barrios nella Reppublica di El Salvador. Nel 1942 ricevette l'ordinazione presbiterale.  Fu per venti anni parroco nella Diocesi di San Miguel.  Nel 1970 venne nominato ausiliare di San Salvador, quindi Vescovo di Santiago di Maria e nel 1977 Arcivescovo di San Salvador. Nel fratempo scoppiò una grave crisi politica nel paese che sfociò in una guerra civile.  Mons. Romero, nel constatare la violenza contra i deboli e l’uccisione di preti e catechisti sentì il dovere pastorale di assumere un atteggiamento di fortalezza.  Il 24 marzo 1980 venne ucciso mentre celebraba la Messa.  Nel 2015, Vostra Santita lo dichiarò Beato.







BIOGRAFIA NEL MISSALE



OSCAR ARNULFO ROMERO GALDÁMEZ naque a Ciudad Barrios di El Salvador il 15 agosto 1917 da una famiglia modesta.  A 12 anni lavorò presso un falegname.  Nel 1930 entrò nel seminario minore di San Miguel.  Nel 1943 consegui la licenza in teologia presso l’Università Gregoriana. Ordinato sacerdote, tornò in patria e si dedicò con passsione all’attività pastorale come parroco.  In seguito fu nominato direttore del Seminario di San Salvador, Segretario della Conferenza Episcopale di El Salvador e Segretario Esecutivo del CEDAC.  Nel 1970, eletto Vescovo ausiliare di San Salvador, si dedicò alla difesa dei poveri.  Dal 1974 divenne Vescovo di Santiago de Maria e dal 1977 Arcivescovo di San Salvador, in piena repressione sociale e politica.  Il 24 marzo 1980 venne uccisso mentre celebrava la Messa tra i malatti dell’ospedale.  Fu beatificato nel 2015 a San Salvador.

[PDF]

Sunday, December 02, 2018

Lettera del Arcivescovo di Canterbury


LETTERA DEL REVMO. JUSTIN WELBY
ARCIVESCOVO DI CANTERBURY
AL PAPA FRANCESCO
Ottobre 2018

[ EN - ES ]


Santità,

In occasione della canonizzazione del Beato Oscar Romero vi saluto nel nome del Signore Gesù Cristo.

Il Beato Oscar Romero è un vero esempio per tutti i cristiani, ed è particolarmente per i nostri compagni vescovi. Come campione di pace e giustizia si è opposto all'oppressione ed era costantemente dalla parte dei poveri, dei diseredati e degli emarginati. In questo ha evidenziato e dimostrato l’amore di Cristo stesso.

Sua Santità, il Beato Oscar è tenuto in grande considerazione nella Chiesa d’Inghilterra. Viene commemorato nel calendario liturgico e la sua statua appare come uno dei martiri del XX secolo sul fronte ovest dell’Abbazia di Westminster. Speriamo che il suo esempio di coraggio e impegno sia un modello per tutti noi.

Nella pace di Cristo,
Justin Welby
Arcivescovo di Canterbury

Sunday, September 30, 2018

La Coroncina di San Romero


ANNO GIUBILARE per il CENTENARIO del BEATO ROMERO, 2016 — 2017



#BeatoRomero #Beatificazione

Lo scorso 27 settembre, un telegiornale televisivo di Los Angeles ha presentato la Coroncina del Beato Romero, che ho inizialmente pubblicato su questo blog. Di seguito una traduzione della trasmissione, dal momento che il video pubblicato sul sito web della stazione non può essere visto in alcune parti del mondo.

Presentatore:              Mancano ancora 17 giorni alla canonizzazione storica del primo santo salvadoregno a Roma, il Beato Romero, e oggi un membro di quel paese condivide la versione del Rosario che ha scritto ispirandosi alla sua vita e al suo martirio. Norma Roque ha la storia che vedrai solo sul canale 34.

Carlos Colorado:         (Pregando) Ave Maria, piena di grazia ...

Norma Roque:            Come ogni giovedì, Carlos Colorado, un immigrato dal Salvador, prega il Rosario, oggi con sua figlia Juliana.

Juliana Colorado:        (Pregando). Santa Maria, Madre di Dio ...

Norma Roque:            Stanno già preparando il loro viaggio a Roma per la canonizzazione storica del primo santo del loro paese, il Beato Romero, il 14 ottobre.

Juliana Colorado:        Ciò è molto buono.

Norma Roque:            Perché?

Juliana Colorado:        Perché siamo cattolici.

Norma Roque:            Ma quello che loro pregano è una Coroncina, una versione del Rosario scritta dal Colorado nel 2005.

Carlos Colorado:         La gente pensava che fosse un altro politico, qualcuno che andava oltre i limiti del suo campo e volevo spiegare, ‘No, quello che stava facendo era qualcosa che proveniva dalla sua spiritualità’.

Norma Roque:            Ci sono solo una dozzina di coroncine nel mondo e quella del Colorado, pubblicata dall’Arcidiocesi di San Salvador nel 2016, viene pregata ogni domenica accanto alla Cripta di Romero nella Cattedrale.

Carlos Colorado:         (Spiegando con il Rosario in mano.) Prima Romero diventa prete, poi diventa arcivescovo, poi guarda i poveri, poi guarda gli ammalati e infine dà la sua vita all’altare.

Norma Roque:            Un avvocato di professione, il Colorado è emigrato a dieci anni. Da bambino voleva essere un prete e ha incontrato di persona colui che diventerà il Santo Oscar Arnulfo Romero.

Norma Roque:            Hai confessato tutti i tuoi peccati a Monsignor Romero?

Carlos Colorado:         Penso che sia così. E li ha assolti tutti!

Norma Roque:            Fa anche tesoro di due ‘positio’, documenti originali, uno che mostra che Romero è stato ucciso per odio per la fede, e un altro per il miracolo che lo porterà agli altari.

Carlos Colorado:         Per essere veramente liberato e avere prosperità e libertà, questo è ciò di cui El Salvador ha bisogno ...

Norma Roque:            Colorado ripone la sua fiducia per il suo paese nella prossima canonizzazione del Beato Romero. Ricorda, il 14 ottobre a Roma.

Nel corso degli anni, ho pubblicato diverse note sulla Coroncina Romero, che vive e respira costantemente, grazie agli sforzi della Cultura Romeriana per mantenerla viva nella Cripta della Cattedrale Metropolitana di San Salvador. Ecco i link delle note che ho pubblicato nel recente passato sulla Coroncina (tutte in spagnolo).

·         Approvazione nel 2016
·         Dedizione per la pace nel 2018

Grazie a Cultura Romeriana per il suo costante supporto a questa preghiera.







Sunday, May 06, 2018

Rosa Chavez: Roma o Panama?


ANNO GIUBILARE per il CENTENARIO del BEATO ROMERO, 2016 — 2017

Segnali contrastanti: la canonizzazione Romero sarà a Roma o in America Latina?
#BeatoRomero #Beatificazione
I rapporti dopo la visita di Domenica di Papa Francesco alla parrocchia titolare del Cardinale salvadoregno Mons. Gregorio Rosa Chavez sembra mettere in discussione le informazioni prima divulgate da parte dell’ufficio di canonizzazione di Mons. Romero in El Salvador, che la cerimonia sarebbe stata a Roma in ottobre. Secondo una nota in un quotidiano romano, il cardinale avrebbe detto dopo aver salutato il Papa che “Il luogo della canonizzazione dell’arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero sarà una grande sorpresa”, scatenando la speculazione che la cerimonia sarebbe durante il viaggio del pontefice a Panama in gennaio 2019.  [Aggiornamento: Rosa Chavez scarta la speculazione.  In un messaggio di mercoledì 6 maggio, il cardinale ha ringraziato che è stato “chiarito molte cose che si dicono e che non sono esatte. È già chiaro che non posso parlare di quando e dove Mons. Romero sarà canonizzato”.]
Per far luce sul soggetto, Super Martyrio ha ottenuto il video clip dell'intervista (in italiano), ha trascritto e ora produce la porzione rilevante:
D.        Il 19 maggio c’e il concistoro. In quel concistoro, che cosa si dirà? Lo chiariamo.
R.        Il papa è bene d’invitarmi per participare in quel consistoro.  Sarà per me un’esperienza unica votare in favore di lui.  [Cioè, di Romero; il concistoro fa parte del processo di approvazione della canonizzazione, anche se il voto è solo una formalità.]
D.        Ci sarà la data della canonizzazione?
R.        Luogo e la data.  Dove e quando.
D.        Il dove, il quando. C’e d’essere pronti a una grande sorpresa?
R.        Ah, si, si. Aspettiamo questo momento con molta, molta gioia.
Ora alcuni commenti. In primo luogo, riconoscere che in questo momento non abbiamo tutti i fatti—non è alcun annuncio ufficiale, e dovremo aspettarlo. In secondo luogo, le relazioni che concludono che Rosa Chavez ha detto che la cerimonia sarà a Panama stanno prendendo un grande salto, perché letteralmente non parla con tale specificità. In terzo luogo, anche la frase attribuita al cardinale che "il luogo della canonizzazione di Romero sarà una grande sorpresa," è una frase usata dall’intervistatore, non dal cardinale, e quindi dobbiamo procedere con cautela nell’interpretazione dell’intervista .
Con tutto questo, Super Martyrio non ammette una contraddizione tra ciò che viene detto in questa intervista e quello che abbiamo riportato di recente, in particolare le dichiarazioni di Mons. Rafael Urrutia, il vice-postulatore della causa, che la canonizzazione sarà in ottobre e a Roma. Ovviamente dobbiamo aspettare due settimane per ottenere una conferma ufficiale. Per esempio, non ho completato il mio programma di viaggio fino a quando non abbiamo informazioni formale.
Continueremo a guardare e ad aspettare.  E, naturalmente, pregare.

Aggiornamento: il lunedì mattina, il card. Rosa Chavez ha inviato un messaggio audio alle stazioni radio cattoliche salvadoregne che ha riassunto l’evento della domenica. Nel descrivere le sue comunicazioni con il Papa. Rosa Chavez ha detto solo quello che ha detto nell’intervista di cui sopra—che il Papa lo ha invitato personalmente ad essere presente durante il concistoro. Il messaggio era lungo circa sei minuti, parlava spontanea Rosa Chavez senza riferimenti a nessuna “sorpresa”.
Il Papa saluta Rosa Chavez.


Wednesday, April 11, 2018

Canonizzazione Romero: annunciato il Concistoro, possibile data suggerita


ANNO GIUBILARE per il CENTENARIO del BEATO ROMERO, 2016 — 2017
 
#BeatoRomero #Beatificazione
La Santa Sede ha annunciato mercoledì 11 aprile 2018 che Papa Francesco radunerà i cardinali in un incontro per finalizzare le date di canonizzazione di diversi nuovi santi, presumibilmente includendo Mons. Oscar A. Romero, per il quale ha autorizzato un miracolo quest’anno facilitando la sua ascensione agli altari. L’incontro, chiamato un “concistoro”, si svolgerà sabato 19 Maggio.
In altre notizie, il cardinale honduregno Oscar Andres Rodriguez Maradiaga è stato citato dalla stampa spagnola dicendo che “la canonizzazione di Romero avverrà il 21 ottobre, a Roma, durante il Sinodo dei vescovi”. Questa è una delle tre possibilità discusse, e quella che molti, incluso questo blog, avevano previsto fin dall’inizio. Se è così, Mons. Romero potrebbe essere canonizzato insieme al suo alleato Papa Paolo VI, così come altri santi recentemente autorizzati, tra cui Vincenzo Romano, Francesco Spinelli e Maria Caterina Kasper. Paolo VI e Romero si distinguono nel gruppo, sia per la loro statura che per l’amicizia tra i due.
La parola del cardinale honduregno, leader del consiglio dei cardinali consiglieri del papa, è molto autorevole; tuttavia, non è definitivo di per sé. Dobbiamo attendere ulteriori conferme da fonti di alto rango come la Segreteria di Stato vaticana, il postulatore della causa, la Chiesa salvadoregna e forse il governo salvadoregnole ultime due hanno fatto pressioni affinché la cerimonia si svolgesse in El Salvador.  La corrispondente del Catholic News Service Rhina Guidos ha riferito di aver chiesto a Mons. Jose Luis Escobar Alas, Arcivescovo di San Salvador in visita a Washington D.C. con altri vescovi salvadoregni, sulla presunta data della canonizzazione e ha risposto che nulla è ufficiale finché il Papa non lo dice.  In seguito, durante l’omelia in una chiesa della zona, Mons. Escobar ha ammesso che la canonizzazione sarà “probabilmente” a Roma e “probabilmente” alla fine di ottobre.
In sintesi, Brendan Walsh, redattore di The Tablet ha ripreso bene gli sviluppi quando ha detto: “Nessun annuncio formale ancora, ma le probabilità si stanno drammaticamente abbreviando che la canonizzazione di Oscar Romero si terrà domenica 21 ottobre, al fianco di Papa Paolo VI: due santi del Vaticano II, il martire e il riformatore”. Anche l’esperto vaticanista Luis Badilla ha espresso soddisfazione per il collegamento. “Per la verità, da un’ottica latinoamericana si tratta di una coincidenza felicissima”, ha scritto, aggiungendo che è “piena di significati anche perché l’evento si registra nel 50.mo della Conferenza generale degli Episcopati latinoamericani inaugurata e presieduta da Paolo VI” a Medellin, in Colombia. “Ci sarebbe da aggiungere anche, e non può essere ignorato, che fra mons. Romero e Paolo VI, che lo nominò vescovo, è sempre esistito  un rapporto umano, affettivo e pastorale fraterno e sincero, espressione di quanto Papa Montini sentiva per tutte le chiese e popoli dell’America Latina”, scrisse Badilla.


Continueremo a monitorare gli sviluppi e segnalarli qui.